Ansia, 4 strategie per sconfiggerla

girl-1219339_960_720Chi non ha sofferto mai di d’ansia sta mentendo spudoratamente. I ritmi di vita moderni ci impongono di essere efficaci, efficienti e un bel po’ stressati! Corri di qua e corri di là, soddisfa le aspettative di amici, parenti, figli, genitori, capi, colleghi, mogli e mariti, ed eccoci impantanati nelle maglie dell’ansia. Che si manifesta, quando va bene, con un senso diffuso di agitazione, smania, paura, con sintomi fisici come tachicardia, sudorazione, tremori, ecc. Quando va male, poi, ci sono gli attacchi di panico, che ci portano dritti in pronto soccorso, perché pensiamo che stiamo per morire o per impazzire, ma ALT.

Di ansia si può anche guarire! Nel senso che possiamo imparare intanto a convivere più pacificamente con alcuni sintomi e cambiare qualcosa di importante per riuscire a scorrere più felicemente e con meno cuore in gola.

Ecco i miei 4 consigli per te, per iniziare a innescare la spirale positiva del benessere e superare l’ansia.

1. RESPIRA. La maggior parte delle persone che vengono nel mio studio di Psicoterapeuta non ha quasi mai prestato attenzione al respiro. Eppure imparare a respirare in maniera più lenta, più profonda, utilizzando il diaframma, è un vero toccasana per l’ansia. Per farlo ti consiglio di cominciare con un esercizio semplicissimo. Sdraiati, posiziona le piante dei piedi a contatto col suolo, ginocchia piegate, poggia un libro sulla tua pancia e inizia a respirare. Cerca di fare in modo che il libro vada verso l’alto durante l’inspirazione (pancia si gonfia), e scenda verso il basso durante espirazione (pancia si sgonfia). Vai avanti per cinque/dieci minuti. Ha un ottimo potere calmante e ti insegna la respirazione diaframmatica.

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Abusi sessuali come prevenirli

girl-1431690_960_720Gli abusi sessuali in particolare sui minori  sono purtroppo un fenomeno assai diffuso.
Le statistiche su questo argomento sono molto difficili da effettuare perché molte persone hanno subito abusi sessuali nella loro vita e non lo ricordano.
Avrai sicuramente sentito parlare del meccanismo della rimozione, di cui già si era occupato Freud a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. È un meccanismo per il quale noi tendiamo in qualche modo a dimenticare, a relegare all’interno dell’inconscio tutta una serie di esperienze spiacevoli che vengono scisse dalla percezione e dalla memoria, da quello che noi sappiamo di noi stessi e che vengono messe in questa sorta di sgabuzzino, così pensava Freud, in cui vengono stipati i mostri e gli scheletri. Quando parliamo di abuso sessuale si pensa immediatamente alla pedofilia ad episodi in cui c’è stato sicuramente un abuso serio, grave.
Ma devi sapere che la maggior parte degli abusi sessuali non vengono riconosciuti come tali perché quando un bambino è piccolo o una bambina, si può considerare abuso qualsiasi genere di contatto che abbia una sfumatura di tipo sessuale, non è necessario che ci sia un rapporto vero e proprio o addirittura la penetrazione ma è sufficiente che il bambino venga guardato in un certo modo, che venga fantasticato o che venga toccato sessualmente.

La Bioenergetica di Alexander Lowen ci insegna che è il corpo che comunica e non le parole. All’interno di una comunicazione solo il 7% di quello che passa viene attraverso il linguaggio verbale il restante 93% viene comunicato attraverso il tono di voce, la postura, la prossemica, cioè la distanza dall’altro, la tipologia di contatto e la qualità del contatto.
La maggior parte delle persone che hanno subito abusi di tipo sessuale, consciamente e consapevolmente non lo sanno in quanto fortunatamente il nostro sistema nervoso, la nostra psiche, funziona anche grazie al meccanismo di rimozione, cioè  questa sorta di sgabuzzino all’interno del quale stipiamo i nostri mostri.

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