Spesso i nostri clienti in terapia o i loro familiari ci chiedono quale sia la differenza tra una depressione e un normale senso di tristezza. In particolare i parenti di una persona che soffre di depressione spesso non sanno come comportarsi e si chiedono se possono fare qualcosa di utile per la persona che soffre. Di seguito riportiamo le risposte a queste due importanti domande.
D: Quali sono i sintomi tipici della Depressione?
R: I sintomi della depressione sono numerosi e possono avere gravità diversa nei diversi soggetti e nelle diverse fasi della malattia; quelli più caratteristici e più frequenti sono:
- l’umore stabilmente triste, il senso di abbattimento o di “vuoto”, il pessimismo, la perdita di speranza, la convinzione di non poter essere aiutato, il sentimento di infelicità, l’ansia, talora l’irritabilità
- la perdita di interesse e di piacere (o anedonia) nelle attività e negli hobby che prima davano piacere, compreso il sesso; senso di distacco dalle persone care: il paziente prova sofferenza per la perdita dei sentimenti e delle emozioni
- i sentimenti di colpa, di indegnità, di inadeguatezza, di incapacità, di autosvalutazione; non riesce a prendere decisioni ed a svolgere i propri compiti, si sente responsabile di eventuali problemi familiari; questi sentimenti possono raggiungere il livello di delirio
- il rallentamento psicomotorio (riduzione dei movimenti e della mimica, eloquio scarso e monotono, ecc.), talora sostituito, invece, dall’agitazione psicomotoria , con irrequietezza motoria e segni motori di tensione e di ansia (non riuscire a star fermi, muoversi avanti e indietro senza sosta, torcersi le mani, agitarsi sulla sedia, ecc.)
- la perdita di energia, la facile affaticabilità, la difficoltà a concentrarsi, a ricordare, a prendere decisioni
- l’insonnia (soprattutto mattutina: risveglio mattutino precoce) o l’ipersonnia
- la perdita di appetito e/o di peso o l’aumento di appetito e/o di peso
- la riduzione dell’interesse, del desiderio e/o del piacere sessuale
- la presenza di sintomi fisici “sine materia” come cefalea, disturbi digestivi, dolori alla schiena ed agli arti, ecc.
- i pensieri di morte o di suicidio , i tentativi di suicidio
D: Un mio familiare (un mio amico) soffre di depressione, posso fare qualcosa per lui?
È molto importante che qualcuno si prenda cura di un soggetto che è depresso, cerchi di capirlo e di aiutarlo. Chi lo fa, merita di essere lodato perché il depresso è spesso un soggetto difficile e chi se ne prende cura rischia di essere, indirettamente, vittima della depressione dato che questa malattia finisce per proiettare il suo alone su tutti coloro che stanno intorno al depresso. Per questa ragione è giusto che, chi lo fa, abbia ben chiare alcune cose.
- La malattia “depressione” non è una semplice tristezza che può essere allontanata con qualche buona parola, è qualcosa di molto più profondo che noi non possiamo guarire. Togliamoci subito dalla testa la convinzione di poter curare il questo modo il nostro parente o amico onde evitare di andare incontro a delusioni ed a frustrazioni e rischiare di fare dei danni invece che essere di aiuto.
- Gli alti ed i bassi fanno parte dell’andamento della depressione, per cui, di tanto in tanto, possono esserci dei peggioramenti: non succede perché noi non gli siamo stati abbastanza vicini o perché il paziente non si è sforzato abbastanza, succede perché questo è l’andamento della depressione.
- Se non si è provata, non si può capire la malattia depressiva e questo il paziente lo sa perché lui questa esperienza la vive. È meglio, perciò, non dirgli “ti capisco”, ma mostrarsi semplicemente e sinceramente disponibili: questo lo aiuterà ad aver fiducia in noi (ed il depresso ha bisogno di qualcuno di cui potersi fidare!).
- Non saremo di maggiore aiuto al depresso se faremo della sua depressione una nostra sofferenza personale. Dobbiamo essere contenti di non essere depressi pensando a ciò che sta attraversando il nostro parente o amico, il quale non trarrebbe certo giovamento dal fatto che anche noi fossimo depressi.
- La depressione rappresenta un cambiamento totale della vita di una persona ed il trattamento comporta una serie di cambiamenti radicali nella persona. Qualche volta vi verrà fatto di chiedere se quella è la stessa persona che conoscevate da una vita: in realtà lo è, ma la depressione la nasconde ai nostri occhi.
- Vi potrà sembrare, talora, che il depresso vi respinga e talora è probabile che sia così: molti depressi pensano che la loro depressione coinvolga ingiustamente coloro che li circondano e cercano, perciò, di evitare che questo accada. Per questo cercano di isolarsi dagli altri e l’isolamento è, appunto, un sintomo della loro malattia. Non dobbiamo lasciare, perciò, che questo comprometta il nostro rapporto, cerchiamo di capire che questo comportamento è dettato dalla malattia e comportiamoci di conseguenza.
Tratto da http://www.ansia-depressione.net/
dott. Roberto Ausilio
Psicologo della Salute Orvieto, Psicologo Viterbo
cell. 328 4645207