Adolescenti difficiliLorella è una madre disperata che ha chiesto il mio aiuto attraverso la pagina Facebook del gruppo PsicoVita. Ecco il suo messaggio:

“Voglio chiederti un consiglio su mio figlio Simone. Ha 19 anni e delle difficoltà: non parla con nessuno in famgilia, non va a scuola, è refrattario ad ogni regola in casa e fuori casa.
Ho già provato varie strade, da psicologi ad associazioni per disagi adolescenziali, parroco, interessarlo a qualche sport, fargli frequentare amicizie diverse, ma senza alcun risultato!
Son un po’ demoralizzata perché soprattutto non lo vedo sereno, è demotivato, apatico e attualmente frequenta l’ultimo anno delle scuole superiori”.

Non è facile aver a che fare con un figlio adolescente con tutte queste difficoltà. Anzi, sembra impresa impossibile e non si sa da dove cominciare! Lorella ha fatto innumerevoli tentativi, ha provato tante strade ma nessuna di queste è stata efficace.

Non ti risponderò elencandoti teorie sullo sviluppo, ma voglio suggerirti 4 strategie che puoi mettere in pratica già oggi.

1 Stabilisci delle priorità fra i disagi di Simone. Cosa è più importante per te? Che ritorni a scuola, per esempio, o che abbia le sue responsabilità anche in famiglia.

2 Stabilisci ruoli chiari. All’interno di una famiglia i genitori devono fare i genitori e i figli devono fare i figli. Simone si trova in una fase di transizione fra l’adolescenza e l’età adulta ma ha comunque bisogno di regole. Coinvolgendo anche tuo marito, fai un elenco di regole chiare e precise in famgilia

3 Regole e sanzioni. In molte famiglie c’è una oscillazione fra un lassismo eccessivo o un clima di rigidità esagerato. Stabilisci regole per tuo figlio, per esempio: “Mi aspetto da te che tutti i giorni tu vada a scuola”. Non avere paura di applicare le sanzioni se non vengono rispettate. Non servono sfuriate, basta fermezza e coerenza.

4 Non parlare del problema ma passa all’azione. Hai parlato della condizione di tuo figlio con molte persone ma dovresti aprirti solo con un bravo psicologo, per il resto non tirare fuori l’argomento sia quando Simone è presente sia quando non lo è. Continuare a parlarne non fa altro che alimentare il problema stesso. Dalla strategia del silenzio invece passa un messaggio chiaro a Simone: la responsabilità della sua vita è sua. E non dei suoi genitori.

Lorella fammi sapere come va con questi consigli. E voi amici come avete risolto i problemi con vostro figlio adolescente?

Parliamone insieme nel gruppo Facebook PsicoVita. Vi aspetto 😉

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Ciao e Buona Vita!

dr. Roberto Ausilio 
Psicoterapeuta
www.robertoausilio.it

 

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